andrea rabito

Andrea Rabito con Piero Sartogo presso il MAXXI di Roma

“il progetto deve essere eclettico…guidato da una costante ricerca.

Si deve cercare la perfetta combinazione di luogo e progetto ed è imperativo creare i segni che ne rappresentino le idee ineluttabili di architettura funzionale e funzionante, esso è il segno razionale dell’artista che crea la sua opera con la meraviglia di un bambino e le responsabilità di un uomo, generando un organismo dinamico in cui ci si muove con naturalezza.”


Andrea Rabito, nasce a Padova nel 1988 e dopo gli studi scientifici si laurea in Architettura studiando presso l’università IUAV di Venezia e l’École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville.


Appassionato fin da giovane di architettura e design, già dalle scuole primarie viene seguito nel disegno, prima a mano libera e poi, in via sperimentale, con software, nonché nello studio della storia dell’arte e dell’architettura, dai suoi professori. Legge e apprende con passione sia dai grandi maestri dell’architettura moderna (Le Corbusier, Gropius, Mies van der Rohe, Wright, Loos, etc.) sia dagli architetti contemporanei (Ando, Ingels, Piano, Meyer, Libeskind, etc.) nonché dai maestri del design (Stark, Sotsass, Castiglioni, Mendini, etc.). Ha l’opportunità di sperimentare nella pratica, in parallelo con gli studi, grazie a brevi esperienze in Italia e in Francia, dove accresce il suo desiderio di ricerca, accrescendo la sua tecnica progettuale anche se pur molto primitiva.


A ROMA

…svolge il suo tirocinio presso lo studio dell’architetto Piero Sartogo a Roma, dove apprende il significato di Architettura, vi rimane per 3 anni e questa esperienza stimola in lui il desiderio di sperimentare quella di segni e concetti. Ha la possibilità di frequentare ambienti culturali che gli danno la possibilità di incontrare architetti come Renzo Piano, Mario Botta, Alessandro Mendini, Peter Eisenman, Richard Meier, Christian de Portzamparc, Massimiliano Fuksas e critici/curatori d’arte come Achille Bonito Oliva e Vittorio Sgarbi.


A PARIGI E VENEZIA

…collabora a importanti progetti, con lo studio italo-francese 5+1aa, di Alfonso Femia e Gianluca Peluffo [ora Atelier(s) Femia], sotto la guida di Nicola Spinetto, a Parigi, con il Prof. Arch. Alberto Cecchetto, a Venezia, con Jean-Michel Wilmotte, nuovamente a Parigi.


A PADOVA

…inizia a sviluppare alcuni progetti personali fino a fondare in una nuova idea di fare architettura, più vicina a chi ne fruirà, definendo le basi di un’ architettura in.formale, uno studio eclettico, in.formal® | atelier